A volte il senso arriva dopo

About me, News generali, Teatro

Ci sono luoghi in cui andiamo con un’intenzione precisa.

Per respirare meglio.

Per guardare più lontano.

Per vedere le cose da un altro punto di vista.

 

E poi, qualche giorno dopo, scopriamo che quel luogo aveva ancora qualcosa da dirci.

 

È quello che mi è successo in questi giorni.

 

Ho scoperto che oggi, 26 marzo, in occasione del Purple Day – la giornata internazionale dedicata alla sensibilizzazione sull’epilessia – la Fondazione LICE inaugura a Roma nel Parco del Monte Ciocci una tripla panchina.

 

Una panchina come simbolo di condivisione, ascolto e sensibilizzazione.

Un invito semplice e potentissimo: fermarsi e guardare il mondo da un altro punto di vista.

 

La mia curiosità ha fatto il resto.

Sono andata subito a cercare dove fosse questo parco.

E lì è arrivata la sorpresa.

 

Ci ero stata proprio l’ultima domenica mattina alle 7, insieme a Susy una mia compagna di corso, prima di entrare in aula per la nostra formazione di mental coaching.

 

E non ci eravamo finite per caso.

 

Eravamo andate proprio lì per questo:

vedere Roma da un altro punto di vista.

 

Quando l’ho realizzato, mi sono fermata un attimo.

Perché a volte il senso arriva dopo.

E quando arriva, mette in fila cose che fino a un attimo prima sembravano scollegate.

 

La curiosità apre porte che la fretta non vede

 

Negli anni ho imparato che la curiosità non è un dettaglio.

Non è una distrazione.

È una soglia.

 

È quel piccolo movimento interiore che ti fa fermare, cercare, deviare, approfondire.

È ciò che ti spinge a guardare meglio, invece di passare oltre.

 

E spesso è proprio da lì che inizia il cambiamento.

 

Anche nel coaching, in fondo, succede questo.

Molto spesso non è una risposta a cambiare le cose,

ma la disponibilità a stare abbastanza vicino a una domanda.

 

A non accontentarsi del primo sguardo.

A spostarsi di qualche centimetro interiormente.

 

Perché a volte basta questo per vedere qualcosa che prima non c’era.

Cambiare prospettiva è un atto di sensibilità

La tripla panchina inaugurata oggi 26 marzo 2026 nel Parco del Monte Ciocci mi ha colpita proprio per questo.

 

Perché non è solo una panchina.

 

È un gesto.

Un simbolo.

Un modo per dire che il punto da cui guardi conta.

 

E forse sensibilizzare significa esattamente questo:

non solo spiegare un tema,

ma aiutare le persone a guardarlo da un’altra angolazione.

 

Con più vicinanza.

Con più ascolto.

Con più umanità.

Quando arriva il buio

In questi mesi questo tema è entrato nella mia vita in modo ancora più profondo grazie a “Quando arriva il buio”, una pièce teatrale che sto preparando e che nasce proprio con l’intento di sensibilizzare sull’epilessia.

 

L’idea è nata circa un anno fa da mia sorella.

Dopo avermi sentita prestare la mia voce per dare voce all’epilessia durante una presentazione, mi ha detto una frase semplicissima e fortissima allo stesso tempo:

 

“Dobbiamo fare uno spettacolo teatrale.”

 

Io ho pensato subito una cosa:

io non so scrivere.

Per un tema così serve qualcuno che sappia ascoltare davvero.

 

Così è nato il primo nucleo creativo del progetto.

 

Il testo è stato scritto da Luca Chieregato, che ha raccolto e intrecciato le testimonianze di persone che convivono con l’epilessia e dei loro familiari.

La regia è di Christian Pezzatti.

Il progetto è promosso dalla SeSi – Società degli epilettici della Svizzera italiana, con cui si è poi creato anche un gruppo interno di lavoro per sviluppare il concept, la struttura e il budget.

 

In questo momento siamo al lavoro per accompagnare il progetto verso la sua première, prevista l’1, il 2 e il 3 maggio 2026 al Teatro TAN, con l’obiettivo di portarlo poi, dall’autunno, anche nelle scuole.

 

E ogni volta che ci torno dentro, sento una cosa con chiarezza:

questo progetto non nasce per spiegare tutto.

Nasce per fare spazio.

 

Per dare voce a qualcosa che troppo spesso resta ai margini.

Per rendere visibile ciò che spesso viene guardato solo da lontano.

Per aiutare chi ascolta a fermarsi un momento in più.

 

A cambiare punto di vista.

Forse non succede niente per caso

Una panchina.

Una domenica mattina.

Una formazione.

Una giornata internazionale.

Una pièce teatrale.

 

A guardarli da fuori sembrano pezzi separati.

Ma a volte la vita ha un modo tutto suo di tenere insieme i fili.

 

E allora sì, la mia prossima missione romana è già decisa:

tornare al Parco del Monte Ciocci, sedermi su quella panchina e vedere come da lì si guarda il mondo.

 

Perché ci sono luoghi che tornano a cercarti.

E quando succede, forse, vale la pena ascoltarli.

 

Se vuoi sostenere “Quando arriva il buio”

Stiamo costruendo una rete di persone, realtà e sponsor che desiderano contribuire a portare questo lavoro sul palco e, successivamente, nelle scuole.

 

Se senti che questo progetto merita di essere sostenuto, puoi scrivermi.

Sarò felice di raccontartelo meglio.

 

 

© Green Experience – Paola Valchera – info@green-experience.ch

Torna su