Un desiderio che bussa (e trasforma)
Questa mattina ha bussato alla mia porta un desiderio.
Già il fatto che un desiderio bussi è qualcosa di insolito...
Eppure l’ho ascoltato. E mi è persino venuta voglia di scriverci questo articolo.
È semplice, quasi banale: sedermi in una bella poltroncina rossa di un teatro e guardare, da spettatrice, il mio monologo. Polly.
La storia di Polly
Sì, proprio Polly. Quel piccolo pulcino giallo nato dal desiderio di onorare un cambiamento di vita.
Ha preso forma con la penna di Nicola Cioce, la regia di Christian Pezzatti, e si è vestito del meraviglioso costume creato da Vanessa Venturi.
E poi ha preso vita. La mia.
Polly è un personaggio buffo e tenero che racconta, con parole leggere ma dense di verità, cosa succede quando smetti di fare l’uovo e inizi a chiederti chi sei. Quando esci dal guscio. Quando smetti di accontentarti.
Il desiderio impossibile
Eppure, quel desiderio di sedermi tra il pubblico potrebbe non realizzarsi mai.
Non sarò lì, nella penombra, tra gli spettatori. Non sentirò mai le mie stesse parole mentre scivolano dentro. Non mi vedrò mai come spettatrice, mentre Polly fa ridere, smuove, confonde, tocca.
Ma ho capito una cosa: anche se un desiderio non si realizza, può cambiarti lo stesso.
Anzi, spesso sono proprio quei desideri “impossibili”, quelli lasciati aperti come un cassetto socchiuso, a tracciare le curve più importanti del nostro percorso.
Desiderare è un atto sovversivo
In un mondo che ci vuole pragmatici, efficienti, performanti… desiderare qualcosa che non serve è un atto magico.
Desiderare di sedersi in una sala buia a guardare il proprio stesso spettacolo non serve a niente.
Non produce ROI, non ottimizza il tempo, non migliora il funnel.
Eppure...
Quel desiderio mi ha portato fin qui.
Mi ha insegnato il valore dell’ascolto.
Mi ha mostrato un altro modo di comunicare: non per convincere, informare, convertire.
Ma per:
- Toccare
- Muovere
- Lasciare traccia
Polly e il potere personale
Polly è un personaggio piccolo, ma potentissimo.
Perché – piuma dopo piuma – parla a quella parte di noi che vorrebbe alzarsi in volo ma ha paura anche solo di scrollarsi le penne.
Parla di libertà, senza slogan.
Parla di coraggio, ma con le ginocchia che tremano.
Parla di desideri. Quelli veri. Quelli che iniziano con:
"IO VOGLIO"
E non con:
"io vorrei... se potessi"
Ed è proprio lì che Polly incontra il mental coaching.
Nel punto esatto in cui si risveglia il potere personale.
Non come potere sugli altri, ma come forza creativa quotidiana:
- Cambiare una parola
- Scegliere una strada diversa
- Dire un no gentile
- Dire un sì entusiasta
Il potere personale è silenzioso. Ma potente.
E – come un monologo – funziona solo se lo lasci entrare.
Solo se smetti di giudicarlo.
Solo se lo ascolti fino in fondo.
Ti concedi di desiderare?
Ci sono desideri che non si realizzano. Ma ti cambiano.
Che ti mettono in cammino.
Che ti insegnano ad ascoltare prima di agire.
A volte, tutto comincia da lì:
- Una frase sentita per caso
- Una piuma gialla sul cuore
- Un silenzio che finalmente ti dice la verità
Apriti a un modo nuovo di comunicare
Uno che parte dal cuore e arriva alle azioni.
Uno che non ha bisogno di convincere, ma di toccare.
Uno che comincia sempre da un piccolo, impercettibile:
"mi piacerebbe..."
E che si trasforma, giorno dopo giorno, in:
"IO VOGLIO".